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Analizzando
la storia del concetto di arte vediamo che nel corso del tempo esso
subisce una trasformazione graduale ma radicale.
Antichità:
Latino: Ars,
Greco: Τεχνη indica la capacità umana di fare un qualsiasi
oggetto. La
capacità consiste nella
conoscenza delle
regole.
Nel
periodo ellenistico iniziarono le prime classificazioni e le arti
vennero divise in comuni e liberali, a seconda che
richiedessero uno sforzo fisico o uno sforzo intellettuale.
Nel
Medioevo si cominciano a rivalutare le arti comuni, che
verranno chiamate meccaniche, ma continueranno ad avere un
ruolo subalterno rispetto alle arti liberali.
La
poesia
non rientra ancora nell'ambito concettuale dell'arte finora indicato,
in quanto il poeta era considerato un
vate che
componeva i
versi ispirato dal
Dio. Non
esisteva la regola nelle composizioni poetiche, almeno per quanto
riguarda il contenuto. A fornire il contributo essenziale affinché la
poesia venisse considerata un'arte fu
Bernardo Segni che nel
1549
tradusse in
volgare la
Poetica
di
Aristotele, opera in cui lo stagira già annoverava la
poesia
tra le altre arti.
La
condizione sociale degli artisti, che migliorò notevolmente nel corso
del
Rinascimento, contribuì a separarli dagli scienziati e dagli
artigiani.
Nel 1735
Baumgarten conia il termine
estetica utilizzandolo per la prima volta nella sua tesi di
laurea. Nell 1750 pubblicherà saggio intitolato Æsthetica.
C. Batteux
nel 1747
definisce, nel suo libro Le belle arti ridotte ad un unico
principio, il sistema delle
belle arti, indicando cinque arti in senso proprio - la
pittura,
la
scultura, la poesia, la
musica,
la danza
- a cui associava due arti connesse - l'eloquenza
e l'architettura
- il cui carattere comune risiedeva nell'imitazione della
realtà
per il fine di creare oggetti belli.
Dalla fine
del
XVIII secolo cominciarono le prime crisi del concetto di
bello
e di arte. Stavano nascendo nuove forme di espressione come la
fotografia, l'architettura
industriale, l'oggettistica per la casa, e bisognava farle
rientrare nel concetto di arte. Per tale motivo nel
XX
secolo si è abbandonata l'idea di una definizione omnicomprensiva
di arte e di
opera d'arte. Il termine arte diventa un concetto aperto,
in cui tutte le possibili definizioni dell'arte confluiscono.
Una
definizione odierna di Arte che fa comprendere meglio la struttura del
processo creativo ed il suo carattere aperto è quella fornita da Carlo
Sarno : " L'arte è una attività-olistica costituita da una
attività-teorica fondata sull'intuizione che determina una
attività-pratica in cui il valore dell'opera realizzata risulta
individuato dal suo significato etico, estetico e spirituale ". |